C'è sempre un qualcosa di te che non so definire, che fa parte del nostro amore ma sta un po’ al di sopra, verso il cielo.
È quella parte di sentimento che non possiamo toccare e che forse non abbiamo deciso. Ha una storia lontana, prima di me e di te, è qualcosa che è nato dall'andamento delle nuvole, dalla crescita delle rose, dalla direzione in cui hanno camminato tantissime persone, dal numero di parole buone, un numero esatto.
Cani accarezzati e bambini sgridati. Case distrutte e ricostruite.
Tutte queste cose ci hanno fatto incontrare.
Allora cerco qualche motivo nelle piante che forse l'avevano previsto. In qualche foto lontana.
“È già l’una passata. A quest’ora tu sarai a letto. Come un fiume d’argento traversa la notte la Via Lattea. Io non ho fretta e non ti voglio svegliare con speciali messaggi. Come si dice, l’incidente è chiuso. Il battello dell’amore s’è infranto contro la vita circostante. Tu ed io siamo pari. Non vale la pena di citare le offese i dolori e i torti reciproci. Guarda com'è pacifico il mondo. La notte ha imposto al cielo un tributo stellato. È in ore come questa che si sorge e si parla ai secoli, alla storia, alla creazione.”
“بنىآدم اعضای یک پیکرند که در آفرینش ز یک گوهرند چو عضوى به درد آورَد روزگار دگر عضوها را نمانَد قرار تو کز محنت دیگران بیغمی نشاید که نامت نهند آدمی Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, sono della stessa essenza. Quando il tempo affligge con il dolore una parte del corpo anche le altre parti soffrono. Se tu non senti la pena degli altri, non meriti di essere chiamato uomo”
— Saādi di Shiraz, Iran 1203- 1291
. Queste parole sono scolpite nell'atrio del Palazzo dell'Onu
a New York